mercoledì 20 gennaio 2010

Eroi dimenticati


Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini! (Yurij Gagarin)



Questa la frase equivalente al famoso “un piccolo passo per l'uomo, ma un grande passo per l'umanità”, pronunciata dall'astronauta americano Neil Armstrong, al momento dell'allunaggio della missione Apollo11 il 20 luglio 1969. Yurij Gagarin detiene il primato di primo uomo nello spazio, per aver effettuato un breve volo in orbita il 12 aprile 1961 a bordo della navetta Vostok1. La sua orbita ellittica completa intorno al pianeta, lo portò ad altitudini (302 km) mai raggiunte dagli esseri umani. A lui si deve il primo estasiato sguardo sulla superficie di nostra madre Terra e quelle parole stupite e commosse: “la Terra è blu… è bellissima!”, comunicate via radio alla base.
Gagarin vede per la prima volta quel pianeta azzurro che per noi è uno stereotipo, ma si perde anche in un altro drammatico luogo comune: per quanto fosse salito in alto, la terra era tutt'altro che senza confini. La sua avventura portava prestigio alla sua nazione, ma la sua nazione era in guerra. Una guerra nuova e ancora sconosciuta. Una guerra spettacolarizzata, ostentata in televisione sotto forma di incredibili imprese e progressi tecnologici, ma dietro le quinte sfavillanti, si nascondeva una scia di sangue che non aveva niente da invidiare alla seconda guerra mondiale, le cui cicatrici bruciavano ancora sulla pelle di migliaia di soldati privati della loro giovinezza e milioni di famiglie che hanno subìto carestie e privazioni per agevolare la nascita di questa forma estrema di allevamento umano che è il mondo come lo conosciamo oggi.
Gagarin non aveva -e non ha- colpe. Lui era il fortunato estratto in una schiera di almeno venti qualificatissimi candidati. Tutti piloti provetti, pionieri dell'aria e menti geniali. Gagarin non aveva colpe, ma ha pagato come tutti i suoi colleghi. Ha pagato lo scotto di un silenzio che non si può sigillare solo con un giuramento di segretezza, per quanto solenne. Lui come tutti i suoi colleghi in patria e quegli altri, i nemici, hanno visto il destino infame dei grandi eroi, che non sembrano essere tali senza un estremo sacrificio. Yurij Gagarin è morto soli sette anni dopo il suo fantastico volo. Un incidente, come tutti gli altri e come tutti gli altri, oltre l'amaro in bocca per la perdita di un personaggio incredibile, ha lasciato il sospetto del complotto.
Detta così, fuori dai denti, sembra proprio una banalità. Ma non lo è.
Pochi giorni fa si è conclusa l'inchiesta condotta da Igor Kuznetsov, colonnello dell'aviazione russa in pensione. La spiegazione è semplice: presa d'aria dimenticata aperta durante un volo ad alta quota, picchiata per evitare depressurizzazione, perdita di sensi dei piloti, impatto col suolo. Ci sono voluti quarant'anni per 'sta boiata?

Ma torniamo negli anni Cinquanta.

(immagine di Torre Bert tratta da www.lostcosmonauts.com)

Achille e Giambattista Judica Cordiglia
, radioamatori nostrani e pericolosamente simili agli scienziati pazzi dei romanzi del primo dopoguerra, con rudimentali apparecchiature autocostruite, puntarono il loro orecchio elettronico contro il cielo e quello che ascoltarono li fece profondamente rabbrividire. Tra i pianeti del nostro sistema solare, rimbalzano urla di dolore, pianti, rapporti-missione in cui la professionalità del pilota copre a stento il terrore di una morte atroce. Dal loro bunker sotterraneo, ribattezzato Torre Bert, i fratelli Judica Cordiglia e il loro team di volontari, ascoltarono centinaia di comunicazioni radio e riconobbero almeno 14 astronauti russi di cui la storia non farà mai menzione.
Tra questi, la prima donna nello spazio, soprannominata Ludmila. Partita dalla base russa nella primavera del 1961 a bordo della navetta Vostok.
Arriva in orbita, ma il suo scudo termico si è danneggiato in fase di decollo e non ci sono unità che possano raggiungerla, né lei è equipaggiata per recarsi all'esterno e riparare manualmente il guasto.
La sua scorta d'ossigeno è limitata e il suo rientro viene effettuato comunque. Una missione suicida. Di lei ci rimane l'ultimo disperato rapporto, ascoltabile in streaming qui. “ma non è pericoloso?…rispondete, ho caldo…vedo delle fiamme…sto morendo, ma questo il mondo non lo saprà…”
ed è proprio questa frase che darà il titolo al libro Dossier Sputnik. «...Questo il mondo non lo saprà...» di Achille e Gian Battista Judica Cordiglia, pubblicato alla fine del 2006 dall'editore Mariogros e reperibile qui.
Per approfondimenti sulla vicenda, visitate www.lostcosmonauts.com o affidatevi alla wikipedia!

venerdì 18 dicembre 2009

post troppo lunghi!

cari amici,
mi dicono tutti che scrivo post troppo lunghi... ho provato ad essere breve, ma mi parte sempre la mano!

Il mio buon proposito per il prossimo anno, potrebbe essere questo...
oltre a non nominare il grande B, anche se mi dovesse puntare il dito contro e accusarmi degli stessi mali di cui è colpevole, anche se mi dovesse sguinzagliare contro i suoi scagnozzi che cercheranno di dimostrare che vado a trans, distillo grappa da vinacce macerate nella mia vasca da bagno, coltivo marijuana nello sgabuzzino di casa...

oh no, mi sta di nuovo partendo la mano!

Passo e chiudo.
Simo

lunedì 14 dicembre 2009

Hai sbagliato mira!

Cari amici,
ieri sera mi arriva questa mail:

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Forzasilvio.it

Ciao simone,

La semina di violenza ha dato il suo frutto stasera a Milano.

Il fatto che chi ha colpito Berlusconi sia a quanto sembra uno squilibrato aggrava le colpe di quanti da aprile hanno lanciato una campagna di demonizzazione senza precedenti in questi 15 anni. Loro hanno armato la mano che ha colpito.

Manda un messaggio di solidarieta' al nostro presidente, commentando qui. Glielo faro' avere. Passa la voce anche ai tuoi amici.

Grazie. Andiamo avanti, con ancora piu' forza, con Silvio.

on. Antonio Palmieri
responsabile internet PDL


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Caro Massimo Tartaglia,
hai sbagliato mira.
Che il tuo gesto abbia suscitato ira o esultanza, se domani tornassimo a votare, nulla cambierebbe! Anzi, forse con tutto l'eco mediatico dei questa "bravata", i consensi aumenterebbero.
Sì, perchè in fin dei conti, gli hai fatto un piacere.
Buon per te che non eri iscritto a nessun partito!
Te la caverai con un'accusa di terrorismo e lesa maestà, ma tanto non ci sarà mai un processo perchè ti faranno sparire in carcere come Putin insegna. Decesso per cause naturali, come Cucchi. O peggio ancora -chissà- la finirete con un perdono in diretta sulle reti Mediaset con Maria De Filippi che fa da conduttrice e tutti che piangono.

Gli italiani che ancora si ostinano a guardare la televisione (e sono la maggior parte!) sono evidentemente disposti a bersi qualsiasi cazzata senza battere ciglio e sono loro il vero problema.

Non è questa la strada giusta.
A meno che non ti procuri 30milioni di statuette e vai di casa in casa da Trieste a Catania a spaccare teste, questa cosa non la risolvi.

Poi è vero che il messaggio è stato forte: ci sono italiani che non la pensano così e non hanno voce. Mai. Non vengono intervistati dai tg di regime quando serve un parere su qualcosa, non possono esprimere idee e malcontento. L'italia che viene rappresentata quotidianamente dai suoi media, è un Paese che non esiste. Dove tutto fila liscio, ci sono soldi e lavoro per tutti e tutto quello che non funziona, è per colpa di stranieri e comunisti.

...e questa è l'estrema conseguenza.
E non lo dico con leggerezza o me ne compiaccio. Gli anni di piombo li abbiamo passati in questo Paese e non hanno portato a niente. Se fossimo meno ignoranti e meno superficiali, ci renderemmo conto che questo regime finirà, come è finito il fascismo, come è caduto l'impero romano.
Siamo alla frutta e dovremmo cominciare a pensare al dopo-Berlusconi. Un pensiero che non mi rallegra.

Fini in pole-position ci promette uno stato di polizia che sbatterà noi e i nostri figli in galera per un po' di erba. Di Pietro ci promette un italia giustizialista in cui trionferà la burocrazia old-style... potrei andare avanti tutto il giorno!

Ci vogliono idee nuove. La violenza è un concetto vecchio e superato e appartiene a loro, non a noi!

lunedì 23 novembre 2009

Ci vuole fede!

Cari videomaniaci,
Nelle nostre serate in famiglia, per dimenticare il freddo e i morsi della fame che questa crisi ci regala (ma tranquilli è già passata!), non c'è niente di meglio della televisione.

Da questa meravigliosa finestra sul mondo, che fa bella mostra di sè in ogni casa italiana, penetrano nei nostri cervelli le incredibili novità di questo grande Paese.

L'ometto simpatico qua sotto, ci rivela scoperte sconcertanti: il nostro social network preferito, ci sta rubando l'anima!

Il grande giornalista - giustamente!- ne propone la chiusura immediata, proposta che chiaramente riflette la volontà popolare, a giudicare dal sondaggio che vede la stragrande maggioranza degli italiani propendere per il sì in risposta alla chiarissima domanda "Facebook?".



Notate inoltre che i 2600 italiani che hanno scelto di regalare un euro a suddetto ometto simpatico per esprimere il loro parere su questa perla giornalistica, lo fanno in tempi brevissimi. Pochi secondi e le statistiche schizzano verso l'alto. E stiamo parlando della fascia più acculturata degli italiani, sennò non guarderebbero un TG così culturale.

Che questa reazione violenta dell'italico popolo, sia conseguenza di quegli scelleratissimi comunisti che hanno fondato il gruppo uccidiamo Berlusconi? Certo, poi l'hanno cambiato in "Berlusconi, ora che abbiamo la tua attenzione...RISPONDI ALLE NOSTRE DOMANDE", ma basta questo a lavare l'onta di quella minacciosa affermazione? Le toghe rosse hanno forse mosso un dito contro gli amministratori del gruppo e gli oltre undicimila iscritti? Nemmeno una condanna a morte, nemmeno un ergastolo, nemmeno una purga di stato... niente! Solo l'apertura di un fascicolo bello grosso, con dentro oltre undicimila italiani scontenti, che con un'accusa di "minacce gravi" rischiano di vedere il sole a scacchi, in un paese in cui se rubi milioni di euro la fai franca, ma se fai una bravata del genere sono cazzi! Il fascicolo è stato aperto dal procuratore Giovanni Ferrara e dall'aggiunto Nello Rossi, che coordina il gruppo Reati criminalità informatica, e dal pm Andrea De Gasperis.

Ah Fede, Fede, mi sembra ieri che te ne sei uscito dal tg1 per fondare il primo telegiornale Mediaset all'indomani della guerra del golfo!
Era il 16 gennaio 1991, avevo 14 anni, era il primo anno alle superiori e quel telegiornale così luminoso, così nuovo, così giovane, così uotsganauein american pipoltugheder, senza il peso di una sigla vecchia di trent'anni che per tutti gli italiani era IL telegiornale: pappa-pà parapaaaaa uaaaaa pa-pappà para-pà ta-daaaaaaaa!!!

Troppo! Eri e sei troppo avanti! Per questo sei finito al TG4... I giovani, quelli che guardano Studio Aperto (la tua meravigliosa creatura caduta nelle mani sbagliate), al massimo risponderebbero a un sondaggio di questo tipo:
Meglio il culo o le tette?
Manda anche tu un SMS al 48488 e ogni settimana ricevi logo e suonerie degli organi interni più votati della settimana!

venerdì 30 ottobre 2009

DISCLAIMER

*****attenzione*achtung*attention*waarschuwing*attenciòn*attençao*****
Si ricorda ai gentili lettori,
che questo blog costituisce una testata.

Infatti viene aggiornato periodicamente, con contenuti nuovi ed entusiasmanti.
Fisso aggiornato.
Sono fisso postando.
Sono un ufficio postale!

Se aveste ancora dubbi sul fatto che questo blog è una testata, venite a trovarmi di persona ed io stesso medesimo, a nome e per conto della redazione (di cui sono l'unico membro!), sarò lieto di darvi una testata chiarificatrice.


grazie per l'attenzione
LA REDAZIONE
(nell'immagine, René Magritte - The Dangerous Liaison (1926) olio su tela 62x74cm. Collezione privata)

lunedì 31 agosto 2009

coming soon

Cari bloggers,
per quanto in colpevole ritardo, torna a voi col capo chino e la fronte aspersa di cenere, il vostro fido portapizza.
La cenere è dovuta al completo e definitivo incenerimento del suo cervello.
Come ben saprete (e se non sapete vi capisco!), ho cambiato casa, ho cambiato connessione, ho una compagna con la zampina malata... insomma un'estate di molto faticosa, ma piena di belle novità.
Purtroppo ero senza connessione fino a pochi giorni fa, per cui vi siete giocati la cronistoria di questo periodo, perché non mi sembrava il caso di aggiornare il blog dal cellulare...
Che poi è quello che sto facendo in questo momento!

Cercate di capirmi... e poi spiegatemi!