venerdì 23 aprile 2010

Dagli al mulino a vento!


Cari amici, 
con estremo orgoglio e fierezza, annuncio la chiusura del pericolosissimo portale www.linkstreaming.com ad opera dei coraggiosissimi finanzieri cagliaritani che vedete nella foto qui sopra. (l'articolo originale)

Il giornale che pubblica la notizia (l'unione sarda) si fregia di aver avviato l'inchiesta con un articolo sulla pirateria online. Se andrete a leggere la pagina sull'oscuramento di linkstreaming, potrete facilmente immaginare quanto accurato doveva essere! Frasi come: "avrebbero acquisito i film da canali ancora sconosciuti, li avrebbero caricati sul portale rendendoli così accessibili a tutti" la dicono lunga. 

Su questi portali (ma sarebbe più corretto parlare di forum o - in questo caso- di blog) non vengono caricati film di dubbia provenienza, ma pubblicati soltanto dei link verso siti di video sharing tipo youtube, per intenderci.  I link sono sempre quelli. Le migliaia di webtv che ci sono in rete, gira e rigira propongono sempre la stessa roba. 
Filmati caricati abusivamente su megavideo (e alcuni altri) da utenti indisciplinati, che a semplice richiesta del detentore dei diritti d'autore saranno cancellati, con tiratina d'orecchie all'utente birbante, che al massimo, se recidivo, si vedrà annullato l'account.


Il diritto d'autore? Certamente viene violato. Certamente non è legale. Nemmeno giusto. La gente arriva, carica un film su internet, tutti lo guardano, qualcuno ci fa due soldi (due soldi, non miliardi di euri!) per aver pubblicato i link... 


Non dico che sia giusto, ma il mondo sta andando così e non ci puoi fare più niente. Hai voglia di combattere contro i mulini a vento! Se voglio vedere le ultime puntate del mio telefilm americano preferito, senza aspettare mesi, senza pagare 50 euro (minimo!) al mese per sky,  senza pagare 14 euro al mese per mediaset premium, senza aspettare anni, interruzioni pubblicitarie, sorbirmeli ad orari prestabiliti sulle reti di sua emittenza, contribuendo ad arricchirlo (se possibile!) ancora di più, la soluzione è bazzicare una webtv, vederle quando vuoi, come vuoi, gratis, senza interruzioni (tranne i maledetti 54 minuti di megavideo!), doppiate o sottotitolate, con la possibilità di commentare con gli altri utenti... 


La tv sta morendo. Questa è una buona notizia. Non riesco a sentirmi in colpa se vedo agonizzare lo strumento con il quale per tanti anni sono riusciti a condizionare questo Paese. Non riesco a sentirmi in colpa se mi rifiuto di comprare qualcosa dalla sfavillante bottega raiset. Se questa gente sapesse fare il suo lavoro di commerciante, ci metterebbe a disposizione quello che vogliamo a un prezzo più competitivo, invece che sbraitare contro il mancato introito. Invece che inventarsi modi per impedire al vento di soffiare. 


Ci potrebbero offrire materiale in esclusiva sul portale di una webtv autorizzata e la gente sciamerebbe. Si rifarebbero delle spese con gli introiti pubblicitari. La stessa mediaset, vista la richiesta di utenti che cercano e guardano spezzoni di trasmissioni su youtube, invece che organizzare una sezione del suo sito per rivedere i programmi già andati in onda, guadagnando nuovamente sulle repliche grazie agli spazi pubblicitari a bordo schermo, preferisce fare causa (vincendola!) a youtube.

Alla Sony, dove di mercato ne sanno qualcosa, se ne sono usciti con la internet tv.  


...e mentre i tempi cambiano, è triste vedere testate giornalistiche che si bullano di aver avviato un sequestro e un oscuramento iniqui, finanzieri e magistrati che agiscono senza sapere bene di cosa si tratta...


L'unica cosa certa è che i 6 indagati non verranno condannati per aver riportato un elenco di link di pubblico dominio, ma i loro nomi, cognomi, età e provenienza, sono pubblicati sui quotidiani come se fossero pericolosi criminali. 
Una pubblica gogna. Una purga di stato. La prova che tutto è vietato fino a contrordine. 

La prova che i soldi comprano la giustizia! 



3 commenti:

Righi ha detto...

Veramente veramente triste...ma a questo punto l'Unione Sarda non potrebbe passare casini per violazione di privacy?

il portapizza ha detto...

me lo auguro con tutto il cuore, ma tanto per come funziona la giustizia italiana, questi poveracci vedranno i sorci verdi per i prossimi anni e alla fine -siccome nessuno ha la coscienza completamente pulita - dovranno rendere conto di quei due soldi guadagnati con i banner, probabilmente non riportati alla voce altri introiti della loro dichiarazione dei redditi e se la caveranno "solo" con un'accusa di evasione fiscale...

fefè ha detto...

fefè