cari bloggers,
ci sono cose che fai senza un motivo, voglio dire se non hai una bella voce o un minimo di esperienza per nascondere il tuo smaccato accento sardo, non ti metti a leggere a voce alta un racconto e soprattutto non lo proponi per essere pubblicato su Progetto Babele!
evvabbene! Faccio ammenda.
Insultatemi pure, ma non prima di essere andati qui e aver ascoltato il file audio in fondo alla pagina!
Chi siamo? Dove andiamo? Perchè si vive e perchè si muore? Ma soprattutto: chi l'ha ordinata questa margherita gigante???
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martedì 23 giugno 2009
mercoledì 18 marzo 2009
bookcrossing!
Cari bloggers, fra tre mesi questo blog compirà due anni e forse in tutto questo tempo non vi ho ammorbati a sufficienza con il motivo che mi ha spinto in queste lande desolate: il mio secondo romanzo!
Disponibile da ormai otto mesi, nonostante un inizio un po' sfortunato con un editore (Mursia) che dopo un lungo tira e molla, alla fine mi molla! Nonostante il periodo della mia vita economicamente non certo classificabile come florido. Nonostante io sia sempre un po' schivo, riservato, restio ad espormi con presentazioni e cerimonie varie, sempre convinto che la mia parte in questa cosa l'ho fatta scrivendo il libro e adesso non mi resti altro da fare che guardarlo camminare sulle sue gambe. Nonostante mi rifiuti categoricamente di chiedere favori, lecchinare in giro prefazioni o citazioni... Insomma nonostante tutto, nei suoi primi otto mesi di vita, il portapizza ha già collezionato dei bei numeri: 220 copie cartacee vendute.
Incoronata dai miei lettori la versione con la copertina morbida rossa (questa qui), mentre ultima in classifica la versione tascabile (questa qui), che sta nella pagina più visitata in assoluto della mia vetrina con 440 accessi e tra l'altro è la versione cartacea più economica, con solo 3 copie vendute.
Alla grande anche l'ebook gratuito che vanta 293 download e che probabilmente è la causa delle basse vendite della versione tascabile, perchè viene distribuito nella stessa pagina da cui si vende quella versione cartacea. Ma va bene così. Se anche solo uno su dieci dei 293 pdf scaricati viene letto, per me è una grande soddisfazione, anche se non ci guadagno niente! Infatti non scrivo per soldi, altrimenti sarei uno dei tanti cloni di Moccia o di Rowling o -vediamo- di Tolkien!
In tema di soldi, non ho ancora notizie delle vendite nelle librerie online. Posso solo fare una classifica dei prezzi applicati, anche se l'ho già pubblicato di recente in un altro post (non ho mai detto che sarebbe stata un'operazione indolore!):
1) Lulu.com 12,00 Euro
2) BOL 12,44 Euro
3) Amazon francese 12,57 Euro
4) Libreria Universitaria 15,60 Euro
5) Internet Book Shop 16,85 Euro
6) Barnes&Noble 16,95 USD
7) Amazon inglese 9,95 Sterline
Poi ci sono una marea di librerie online che vendono in valute sconosciute, di cui sicuramente la mia preferita è Amazon.co.jp, oppure se magari conoscete un po' di indiano, potreste risparmiare due soldi sulla spedizione, approfittando del "peso" dell'euro...
Questa estate vedrò di vestire i panni dell'incubo dei librai, comprandomi un po' di copie e girando per le librerie per farmeli mettere in conto vendita, così mi faccio le ferie alternative.
Fino ad allora saranno "liberate" alcune copie con le regole del bookcrossing. La prima è già partita in the wild lo scorso gennaio e la settimana scorsa ne ho avuto la prima notizia. Che emozione! Potete vedere il laconico intervento dello sconosciuto lettore o lettrice da questa pagina. Non è fantastico? Bah lo so, mi emoziono per nulla, però questa è la mia passione e questo è il mio blog, per cui se dovete ricordarmi che sono un pirla, prendete il numeretto!
Buona serata
il portapizza
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lunedì 1 dicembre 2008
Progetto Babele
Cari bloggers,
da questa mattina anche la rivista letteraria Progetto Babele vi segnala "il portapizza" tra le novità in libreria.
Un grazie di cuore allo staff della rivista e alla dolce ponke, per essersi occupata di stressare lo staff di cui sopra!!!
La pagina con la segnalazione la trovate qui.
A prescindere da ciò, fate un giro nel sito perchè merita!
Buona giornata
il portapizza
domenica 30 novembre 2008
Novità in libreria!

Cari bloggers,
lo so, lo so, non è più una novità! Vi ammorbo da un anno a questa parte...
Il nuovo romanzo di Simone Ruggeri "il portapizza" è approdato nelle librerie online nella sua versione definitiva. E' sempre possibile scaricarlo gratuitamente (vedi menù a sinistra), ma gli amanti della cartaccia, con una spesa di soli 12 euri, si porteranno a casa uno dei romanzi più brutti e cattivi in circolazione. Ecco un po' di link e rispettivi prezzi:
Lulu.com
Amazon francese
BOL
Internet Book Shop
Libreria Universitaria
Purtroppo risulta ancora essere un libro in inglese, perchè la distribuzione nazionale non è ancora partita, ma il libro è sempre lo stesso e in molti casi le spese di spedizione sono uguali.
Ciao
il portapizza
P.S. Ok, non potevo resistere... se siete in giappone e non potete aspettare, andate qui!
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martedì 20 maggio 2008
Che ve lo dico a fare?
Cari bloggers, questo non é un blog. Così come quello della foto non é un pranzo. Però se sei alla fiera a vedere il solito nulla e a spendere centinaia di euri in cazzatine inutili, quando guadagni l'ombra di una palmetta rachitica, mangeresti anche da McDonald's. Tutto trova il suo posto, quando serve.
Io non guardo la televisione, però ogni tanto mi devo sorbire il tiggì nel posto in cui lavoro.
Napoli é una splendida città, piena di bellissima gente, ma ultimamente tutti i napoletani sono piuttosto incazzati. Sapete perché? Gli zingari hanno riempito la città di rifiuti. Se ne stanno nei loro campi e impuzzano la vallata del loro classico odore di diossina. I loro vecchi vestiti intrisi del loro sudore ricco di acidi tossici, inquinano le falde acquifere quando vengono abbandonati nei campi. Stanno rovinando questo Paese e finalmente avranno quello che si meritano. Estradizione, rimpatrio (dove?), magari le fiamme purificatrici di qualche provvidenziale bottiglia molotov. Io non ce l'ho con gli zingari, ma se serve a risolvere il problema dei rifiuti in Campania, ben vengano i raid notturni delle forze dell'ordine ai danni di una società apparentemente pacifica!
Il tiggì è una forma di televisione borderline. Retaggio di un'altra epoca, di un'altra cultura. Non esisterebbe nemmeno la lingua italiana se non fosse per il tiggì. Eppure ormai é rimasto solo il nome, la sigla, il sostantivo “giornalista” che ormai non ha più significato. L'informazione non esiste più.
I ragazzi di oggi non vogliono più andare a scuola. Quando io facevo le superiori (e ormai parliamo di quindici anni fa!) non mi sarebbe mai saltato in mente di lasciare gli studi. Non era un'opzione. Non ci pensavo nemmeno. Se facevo il cazzone durante l'anno, alla fine mi toccava recuperare e se avevo materie a settembre, mi giocavo l'estate. Alla fine mi sono guadagnato il mio pezzetto di carta e come tutti mi ci sono pulito il culo! Per di più, chi ha smesso di studiare a suo tempo, ha “recuperato” gli anni persi diplomandosi a suon di denaro. Io non capisco perché i ragazzi smettano di studiare al giorno d'oggi, ma per fortuna la televisione ha sempre la risposta: i bulli. Questi maniaci debosciati che trombano in classe con le supplenti e danno fuoco ai capelli dei compagni, si filmano col cellulare e poi caricano i filmati su youtube. Maledetti bulli! Maledetto youtube! Maledetti cellulari! Il nuovo governo deve fare una bella riforma per rimettere gli studenti dietro i banchi. Innanzi tutto niente più cellulari in classe, niente più bulli e niente più youtube. Le supplenti gnocche, invece, verranno aumentate del 30%.
Quanto alla sicurezza, si sente già parlare di ronde notturne. Basta non chiamarle così, ché fa brutto. Qualcuno pensava che se ne sarebbero occupate le forze dell'ordine, invece si sono formate le squadracce. Basta non chiamarle così, ché... lo sapete! Ebbene io ho un amico sbirro che ogni giorno rischia la vita allo stadio, alle manifestazioni, nelle retate antidroga, anti-schiavisti umani per lavoro o prostituzione. Rischia la vita per uno stipendio da fame. Se ne assumessero altri a fare il suo lavoro, magari gli toccherebbe pure dividere lo stipendio. Magari gli darebbero pure i turni come nei call-center.
Poi il tiggì va avanti e senti notizie balorde di madri che uccidono i figli, figlie che uccidono le madri, tre teneri ragazzini che uccidono la loro comune fidanzatina incinta e poi la buttano in un pozzo. Per fortuna in questo Paese i panda hanno ripreso a riprodursi. Per non parlare degli orsi bianchi. Io spero soltanto che prima o poi riprendano a produrre la Panda. Quella vecchia. Brutta ma economica. No, perché non posso permettermi una casa, né di proprietà, né in affitto e se la benzina continua ad aumentare, mi sbarazzerò anche della macchina. Figuriamoci avere un figlio. L'altro giorno mi hanno trascinato dentro una chiesa in occasione di una cresima e ho sentito il prete dichiarare che la gente non fa figli perché non ha fede. Già, la gente non ha fede. La gente non ha ideali.
Io non guardo la televisione e non compro giornali. Mi informo in rete e diffido di chiunque faccia un mestiere indefinito come l'Opinionista o -per dirne una- il Ministro delle Semplificazioni. Internet é la nostra Mela della Conoscenza, che ci apre gli occhi ma ci condanna al dolore. É vero non abbiamo fede, né speranze, né soldi, né princìpi, né certezze, ma abbiamo ancora le palle che girano per le scorse elezioni e il modo in cui sono riusciti a costringerci a scegliere tra il partito della Padella e quello della Brace. Girano per chi ha osato chiamare bamboccioni una generazione di disperati.
Girano per uno che dopo aver strumentalizzato la cosa, ha eluso una domanda sul precariato adulando una donna per il suo “lodevole sorriso” e consigliandole di lasciar stare la carriera e pensare piuttosto ai lavori donneschi, come si definivano un tempo.
Ma che ve lo dico a fare? Se state leggendo queste righe, vuol dire che siete come me. Almeno un po'! Altrimenti non vorreste sentire le mie opinioni, dato che non sono un Opinionista. Non accettereste di vedermi riferire notizie d'attualità, dato che non sono un Giornalista. Non sprechereste il vostro tempo davanti al monitor di un PC, perché per quanto simile non sarà mai una televisione.
Non comprereste mai il romanzo de “il portapizza” con la copertina rossa che vedete a destra, perché non sono uno scrittore e perché nessun editore si é preso la briga di garantire che la vostra sensibilità non sarà danneggiata da quanto leggerete tra quelle 235 pagine. Perché nessuna libreria si prenderà la briga di esporlo tra i suoi scaffali accanto ad autori prestigiosi quali l'impareggiabile Moccia, il tronista di turno, la Franzoni, un comico pentito di Zelig. Insomma in libreria non c'è posto per tutti! E se non te lo ritrovi tra le mani, é giusto che non compri il libro. A me é successo tante volte che un libro mi venisse a cercare e mi cadesse tra le mani di sua spontanea volontà, ma non é l'unico approccio possibile. Stamattina mi é arrivato per posta. La versione definitiva. L'ho ordinato sul sito, l'ho pagato 9 + 4 euro di spese postali. Mi é arrivato in cinque giorni. È perfetto! Rosso, patinato, piccolino. Esteticamente un gioiellino! Il contenuto lo conosco praticamente a memoria, ma chi lo ha letto, ne ha sempre parlato un gran bene. E poi arriva dentro uno scatolone che sembra proprio un cartone da pizza. Questo non era preventivato, ma é un tocco di classe in più. Perché scrivere un libro coi tempi che corrono? Questo non lo so. Perché scrivere é quello che mi riesce meglio e soprattutto non ne posso fare a meno.
Perché non mi sono rivolto a un editore qualsiasi? Premesso che ci ho provato, considerate – se vi pare – che per il mio primo romanzo, un editore ce l'ho. Un vero professionista, eppure un romanzo così bello non é mai riuscito a farlo stampare e non é mai stato così veloce a spedire gli ordini (e considerate che questi li stampano dall'altra parte del mondo!).
Quando dico in giro che lo distribuisco anche gratuitamente, tutti mi danno del pazzo. Io dico: non sono i soldi il punto. Quattordici euro non sono poi così tanti e ci sono modi peggiori per spenderli. Se poi non si possono o non si vogliono spendere nemmeno quelli, perché perdere un eventuale lettore e perdere l'opportunità di diffondere il proprio punto di vista o semplicemente di ricevere una sana critica? In fondo per chi scrivo io? Per me stesso? Si, e poi? Per essere letto. Questo é quanto.
Se la cosa vi aggrada, il nuovo romanzo di Simone Ruggeri é pronto per essere dato in pasto alla rete nella sua nuova versione pocket e con una grafica tutta nuova. Per acquistarlo o per scaricarlo subito andate a questo indirizzo:
http://www.lulu.com/content/1527997
L'argomento? Quello che avete appena letto: una persona qualsiasi in un mondo in cui tutto va a rovescio, ma niente è come sembra.
Se decidete di acquistarlo o anche solo di leggere l'ebook e dovesse piacervi (ma anche no!), non dimenticate di spargere la voce!!!
Buon proseguimento a tutti!
Il portapizza
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